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Cronologia file non funziona su Windows 11: come accorgersene e come ripararla

Cronologia file non funziona su Windows 11 e non compare alcun errore? Come verificare che le copie partano davvero e come riparare il guasto.

11 min di lettura

Indice
  1. In breve: la soluzione rapida
  2. Cronologia file non funziona: i sintomi
  3. Perché succede
  4. Prima di cominciare
  5. Soluzione 1: verificare che il backup giri davvero
    1. 1. Leggere la data dell’ultima copia
    2. 2. Consultare il registro dedicato
    3. 3. Guardare il disco
    4. 4. Fare la prova del file di controllo
  6. Soluzione 2: installare la correzione da Windows Update
  7. Soluzione 3: rilanciare la copia e riavviare i servizi
  8. Soluzione 4: ricollegare e riselezionare l’unità
    1. 1. Fissare la lettera dell’unità
    2. 2. Controllare il disco
    3. 3. Riselezionare la destinazione
  9. Soluzione 5: reimpostare la configurazione locale
  10. Soluzione 6: liberare spazio e gestire i file ignorati
  11. Soluzione 7: riparare i file di sistema, poi disinstallare l’aggiornamento responsabile
  12. Soluzione 8: passare a un backup più affidabile
  13. Tabella riassuntiva
  14. Se niente funziona
  15. Evitare che si ripeta
  16. Domande frequenti
    1. I vecchi backup vanno persi quando Cronologia file si ferma?
    2. Il Servizio Cronologia file risulta arrestato: è normale?
    3. Si possono recuperare i file senza passare dallo strumento?
    4. Cronologia file sparirà da Windows?

Quando Cronologia file non funziona su Windows 11, nessun avviso lo segnala: non compare una finestra di errore né una notifica, e il disco esterno resta collegato come se niente fosse. La causa più frequente è un aggiornamento cumulativo mensile che manda in crash il programma prima che raggiunga il disco di destinazione, oppure una configurazione locale diventata incoerente. Nella maggior parte dei casi basta installare la correzione pubblicata in seguito da Microsoft e selezionare di nuovo l’unità per far ripartire tutto.

Bisogna però accorgersi del guasto.

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In breve: la soluzione rapida

  • Aprire il Pannello di controllo, poi Sistema e sicurezza, poi Cronologia file, e leggere la data dell’ultima copia. Se è vecchia, il backup è fermo.
  • Installare tutti gli aggiornamenti di Windows disponibili, compresi quelli facoltativi: la correzione di un guasto di questo tipo arriva spesso da lì.
  • Fare clic su Seleziona unità, scegliere di nuovo il proprio disco, poi Esegui ora.
  • Se non cambia nulla, riavviare il servizio fhsvc, quindi reimpostare la configurazione rinominando la cartella %LOCALAPPDATA%\Microsoft\Windows\FileHistory.

Cronologia file non funziona: i sintomi

Lo strumento risulta ancora attivo ma non copia più niente. Ecco che cosa si osserva in pratica.

Nella finestra di Cronologia file la data dell’ultima copia resta ferma. Un clic su Esegui ora non cambia nulla.

Compare il messaggio «Riconnetti l’unità» (Reconnect your drive) anche se il disco è collegato e perfettamente leggibile in Esplora file. Questa variante porta a sospettare dell’hardware, a torto.

Il pulsante Attiva non fa nulla: si fa clic e lo stato resta su disattivata. E un clic destro su un file, seguito da Ripristina versioni precedenti, restituisce «Non sono disponibili versioni precedenti» per documenti modificati ogni giorno.

Nel Visualizzatore eventi, alcuni arresti anomali di applicazione citano FileHistory.exe e il modulo KERNELBASE.dll.

C’è poi un caso più subdolo: il backup gira ma salta una parte dei file. Il registro contiene allora avvisi del tipo «File was not backed up due to its full path exceeding MAX_PATH limit or containing unsupported characters». La data dell’ultima copia è recente, eppure mancano centinaia di documenti.

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Perché succede

Cronologia file si regge su tre elementi: un servizio di Windows chiamato fhsvc (Servizio Cronologia file), che parte su richiesta; un’attività pianificata, che nell’Utilità di pianificazione si trova sotto Microsoft, Windows, FileHistory; una cartella di configurazione locale, %LOCALAPPDATA%\Microsoft\Windows\FileHistory, che contiene le impostazioni e il catalogo dei file già copiati. Basta che uno dei tre si inceppi perché la copia si fermi.

Un aggiornamento cumulativo difettoso. Microsoft ha riconosciuto questo difetto in un aggiornamento di sicurezza mensile, KB5124008 per Windows 11 (e KB5122878 per Windows 10): dopo l’installazione, FileHistory.exe si arrestava all’avvio e i backup, sia locali sia di rete, fallivano senza un errore chiaro. La correzione è stata distribuita prima in un aggiornamento facoltativo (KB5124010), poi integrata nell’aggiornamento mensile successivo. Lo stesso scenario può ripetersi con qualsiasi aggiornamento.

Un’unità di destinazione che è cambiata. Lettera di unità diversa dopo un nuovo collegamento, password scaduta su una condivisione di rete, NAS rinominato: lo strumento non ritrova più la destinazione.

Una configurazione danneggiata. Il catalogo locale non corrisponde più al contenuto del disco, spesso dopo una rimozione senza espulsione o un’interruzione di corrente a copia in corso.

File che lo strumento non sa copiare. Cronologia file aggiunge una marca temporale al nome di ogni copia e resta soggetta al limite MAX_PATH, circa 260 caratteri per il percorso completo. Vengono ignorati anche i file crittografati con EFS e i file di OneDrive conservati soltanto online.

Uno strumento che Microsoft non mette più in primo piano. Cronologia file è sparita dall’app Impostazioni di Windows 11 e si configura ormai solo dal Pannello di controllo. Microsoft non ne ha annunciato l’abbandono, ma indirizza verso Backup di Windows e OneDrive. Un componente poco curato si rompe più facilmente a ogni aggiornamento.

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Prima di cominciare

Come prima cosa conviene fare una copia manuale delle cartelle essenziali su un altro supporto (chiavetta USB, secondo disco, spazio online). Finché la diagnosi non è conclusa, è prudente considerare di non avere alcun backup recente.

Non eliminare la cartella FileHistory dal disco esterno: contiene le vecchie versioni, e nessuna delle soluzioni che seguono richiede di cancellarla.

Servono un account amministratore e un disco collegato direttamente al PC.

Soluzione 1: verificare che il backup giri davvero

Da fare per prima, e poi dopo ogni altra soluzione. Nessun rischio.

1. Leggere la data dell’ultima copia

Premere Windows + R, digitare control e premere Invio. Andare in Sistema e sicurezza, poi in Cronologia file. Sotto il nome dell’unità, Windows indica quando i file sono stati copiati l’ultima volta. Con l’impostazione predefinita, una copia all’ora, qualsiasi scarto superiore a un giorno su un PC usato quotidianamente è sospetto.

2. Consultare il registro dedicato

Nella stessa finestra, fare clic su Impostazioni avanzate, poi sul collegamento che apre i registri eventi di Cronologia file. Si arriva nel Visualizzatore eventi, sotto Registri applicazioni e servizi, Microsoft, Windows, FileHistory-Engine. Un secondo registro, FileHistory-Core, si trova subito accanto. Più rapido, in PowerShell:

Get-WinEvent -LogName "Microsoft-Windows-FileHistory-Engine/BackupLog" -MaxEvents 20 | Format-List TimeCreated, Id, LevelDisplayName, Message

L’evento 100 segnala un file ignorato, di solito per un percorso troppo lungo. L’evento 204 è un avviso di fine ciclo («Unusual condition was encountered during finalization of a backup cycle»), frequente con i NAS. Un registro vuoto da giorni è un indizio: il motore non parte più.

Per individuare gli arresti anomali del programma:

Get-WinEvent -FilterHashtable @{LogName='Application'; Id=1000} | Where-Object Message -like '*FileHistory.exe*' | Select-Object -First 5 TimeCreated, Message

3. Guardare il disco

È l’unico controllo che non mente. Sul disco di backup, scendere in FileHistory\<nome utente>\<nome del PC>\Data. Le copie hanno il nome originale seguito da una marca temporale UTC tra parentesi. Questo comando mostra le ultime cinque copie arrivate (sostituire E: con la lettera del proprio disco):

Get-ChildItem "E:\FileHistory" -Recurse -File | Sort-Object CreationTime -Descending | Select-Object -First 5 FullName, CreationTime

4. Fare la prova del file di controllo

Creare un file di testo in Documenti, fare clic su Esegui ora, attendere qualche minuto e cercarlo sul disco. Se non c’è, il guasto è confermato, qualunque cosa mostri l’interfaccia. Esiste anche il caso opposto: una data ferma mentre le copie continuano ad arrivare sul disco.

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Soluzione 2: installare la correzione da Windows Update

Quando il guasto segue un aggiornamento mensile, è la riparazione più pulita. Aprire Impostazioni, Windows Update, poi Verifica disponibilità aggiornamenti. Passare quindi a Opzioni avanzate, Aggiornamenti facoltativi, e controllare se viene proposto un aggiornamento cumulativo in anteprima.

Il rischio: un’anteprima può introdurre altri difetti, e la prima correzione non sempre è completa. Su una postazione critica, aspettare il normale aggiornamento mensile è una scelta sensata, con un backup sostitutivo nel frattempo (soluzione 8).

Verifica: riavviare, lanciare una copia e ripetere la prova del file di controllo.

Soluzione 3: rilanciare la copia e riavviare i servizi

Senza pericoli, e a volte sufficiente dopo un’uscita dalla sospensione andata male. In PowerShell come amministratore:

Get-Service fhsvc, WSearch
Restart-Service fhsvc
Restart-Service WSearch

WSearch corrisponde a Windows Search, il servizio di indicizzazione su cui si appoggiano le raccolte. In services.msc, controllare che il Servizio Cronologia file non sia impostato su Disabilitato: alcuni strumenti di «pulizia» lo spengono. Fare poi clic su Esegui ora. Davanti a una regressione di Windows l’operazione non sblocca nulla in modo duraturo, ma permette di scartare l’ipotesi del servizio bloccato.

Soluzione 4: ricollegare e riselezionare l’unità

Da provare non appena compare il messaggio «Riconnetti l’unità» o quando il disco ha cambiato porta.

1. Fissare la lettera dell’unità

Clic destro sul pulsante Start, Gestione disco, clic destro sul volume di backup, Cambia lettera e percorso di unità. Assegnare una lettera lontana (X o Z): nessuna chiavetta USB di passaggio la occuperà.

2. Controllare il disco

chkdsk X: /f

3. Riselezionare la destinazione

In Cronologia file, fare clic su Seleziona unità, scegliere lo stesso disco e confermare. Se Windows propone di riutilizzare un backup esistente trovato su quell’unità, accettare. Per una condivisione di rete, ripassare da Aggiungi percorso di rete e digitare di nuovo il percorso completo. Concludere con Esegui ora e con la prova del file di controllo.

Soluzione 5: reimpostare la configurazione locale

È la riparazione più efficace quando il catalogo è danneggiato. Cancella le impostazioni locali (cartelle escluse, frequenza, durata di conservazione), ma non le copie salvate sul disco esterno.

  1. In Cronologia file, fare clic su Disattiva.
  2. In PowerShell come amministratore: Stop-Service fhsvc
  3. Windows + R, digitare %LOCALAPPDATA%\Microsoft\Windows e premere Invio.
  4. Rinominare la cartella FileHistory in FileHistory.old. Rinominare invece di eliminare lascia aperta la possibilità di tornare indietro.
  5. Start-Service fhsvc
  6. Riaprire Cronologia file, selezionare l’unità, spuntare l’opzione per riutilizzare il backup precedente se viene proposta, poi Attiva ed Esegui ora.

La prima copia successiva è lunga, perché lo strumento ricostruisce il catalogo. Se dopo qualche giorno tutto funziona, eliminare FileHistory.old. Davanti a un aggiornamento difettoso, invece, questo azzeramento non cambia niente.

Soluzione 6: liberare spazio e gestire i file ignorati

Da usare quando il backup gira ma resta incompleto, o quando il disco è pieno.

Per eliminare le vecchie versioni, aprire Impostazioni avanzate e poi Pulisci versioni (Clean up versions), oppure eseguire:

FhManagew.exe -cleanup 90

Il numero indica l’età in giorni oltre la quale le versioni vengono cancellate (30, 90, 180, 360 e così via). Il valore 0 elimina tutto tranne la versione più recente di ogni file. L’opzione -quiet nasconde le finestre di conferma. Le versioni cancellate non tornano: la durata va scelta con attenzione.

Per i percorsi troppo lunghi, cercare gli eventi 100 nel registro e accorciare i nomi delle cartelle interessate. Attivare i percorsi lunghi in Windows non rimuove il limite per questo strumento.

Altri tre controlli: il collegamento Escludi cartelle, dove a volte è rimasta un’esclusione dimenticata; i file di OneDrive, ignorati finché non vengono scaricati (clic destro sulla cartella, Conserva sempre su questo dispositivo); le cartelle fuori dalle raccolte, da aggiungere con un clic destro e poi Includi nella raccolta (Include in library).

Soluzione 7: riparare i file di sistema, poi disinstallare l’aggiornamento responsabile

Due passaggi distinti, per quando tutto il resto è fallito. Prima la riparazione, senza rischi, in un terminale come amministratore:

DISM /Online /Cleanup-Image /RestoreHealth
sfc /scannow

Riavviare e provare.

Solo dopo, la disinstallazione: Impostazioni, Windows Update, Cronologia aggiornamenti, Disinstalla aggiornamenti. Rimuovere l’aggiornamento cumulativo installato subito prima del guasto, riavviare, quindi usare Sospendi aggiornamenti per evitare che venga reinstallato all’istante.

Attenzione: un aggiornamento mensile contiene correzioni di vulnerabilità, a volte già sfruttate. Microsoft sconsiglia di rimuoverlo in situazioni di questo tipo. Se lo si fa, che sia per pochi giorni al massimo, il tempo che esca una correzione.

Soluzione 8: passare a un backup più affidabile

Uno strumento che ha ceduto una volta senza avvisare non merita più di essere l’unico custode dei dati. La regola 3-2-1 fa da bussola: tre copie dei file, su due supporti diversi, di cui una fuori casa.

  • Backup di Windows e OneDrive: l’app integrata sincronizza Desktop, Documenti e Immagini sul cloud. Buona copia fuori sede, limitata dallo spazio gratuito e dalla velocità della connessione.
  • Immagine del sistema: Pannello di controllo, Backup e ripristino (Windows 7), Crea un’immagine del sistema. Ripristina l’intero PC, senza cronologia file per file.
  • Robocopy pianificato: una copia grezza, trasparente, senza catalogo che si possa danneggiare.
robocopy "C:\Users\NomeUtente\Documents" "X:\Backup\Documents" /E /XJ /R:2 /W:5 /LOG+:"X:\Backup\robocopy.log"

Salvare questa riga in un file .cmd, poi pianificarla:

schtasks /Create /SC DAILY /ST 20:00 /TN "BackupDocumenti" /TR "C:\Scripts\backup.cmd"

Meglio evitare l’opzione /MIR finché non la si padroneggia: elimina dalla destinazione tutto ciò che è sparito dall’origine, errori di manovra compresi.

  • Software gratuiti di terze parti: FreeFileSync per la sincronizzazione di cartelle con versioni, Veeam Agent for Microsoft Windows o Hasleo Backup Suite per immagini pianificate con verifica.

Un secondo disco esterno, tenuto altrove e collegato una volta alla settimana, completa il quadro.

Tabella riassuntiva

SintomoCausa probabileSoluzione da provare
Data dell’ultima copia ferma, nessun erroreRegressione dopo un aggiornamento mensileSoluzioni 1, poi 2
«Riconnetti l’unità» con il disco collegatoLettera cambiata, o bug di un aggiornamentoSoluzioni 4, poi 2
Il pulsante Attiva non fa nullaProgramma che si arresta, configurazione danneggiataSoluzioni 2, 3, poi 5
Arresti di FileHistory.exe / KERNELBASE.dllAggiornamento cumulativo difettosoSoluzione 2, in alternativa 7
Backup recente ma file mancantiPercorsi troppo lunghi, esclusioni, file OneDrive solo onlineSoluzione 6
Errori verso un NAS, evento 204Condivisione di rete instabile, credenziali scaduteSoluzione 4, altrimenti soluzione 8

Se niente funziona

Segnalare il problema nell’Hub di Feedback (Windows + F), allegando il numero di build mostrato da winver e l’elenco degli ultimi aggiornamenti installati.

Al supporto Microsoft o al reparto IT vanno forniti dei fatti: data dell’ultima copia visualizzata, esito della prova del file di controllo, ID degli eventi rilevati, tipo di destinazione (USB o rete), operazioni già tentate. Precisare che il disco è leggibile in Esplora file taglia corto con le domande sull’hardware.

Il disco è raramente il colpevole. Se si scollega da solo, ticchetta o restituisce errori a chkdsk, conviene far valere la garanzia del produttore dopo aver recuperato tutto il recuperabile.

Reinstallare Windows serve di rado: alcuni utenti hanno ritrovato lo stesso guasto su un’installazione pulita, non appena è tornato l’aggiornamento responsabile. Meglio passare a un altro metodo e aspettare la correzione.

Evitare che si ripeta

Fare un controllo mensile, qualche giorno dopo il passaggio degli aggiornamenti: data dell’ultima copia, poi un’occhiata al contenuto del disco. Bastano due minuti.

Provare un ripristino ogni tanto. Un backup mai ripristinato resta un’ipotesi.

Mantenere fissa la lettera dell’unità ed espellere il disco correttamente.

In un parco macchine aziendale, una query PowerShell sul registro BackupLog, raccolta dallo strumento di monitoraggio, basta a segnalare una postazione che non copia più nulla da diversi giorni.

Domande frequenti

I vecchi backup vanno persi quando Cronologia file si ferma?

No. Le versioni già copiate restano nella cartella FileHistory del disco, sotto forma di file normali. Non sono protette soltanto le modifiche fatte durante il guasto. Formattare il disco sarebbe quindi un errore.

Il Servizio Cronologia file risulta arrestato: è normale?

Sì, purché il tipo di avvio non sia Disabilitato. Questo servizio parte su attivazione e si ferma tra un ciclo e l’altro.

Si possono recuperare i file senza passare dallo strumento?

Sì. Basta esplorare FileHistory\<utente>\<PC>\Data sul disco e copiare i file desiderati, togliendo dal nome la marca temporale tra parentesi.

Cronologia file sparirà da Windows?

Microsoft non lo ha annunciato, ma lo strumento non evolve più e ha lasciato l’app Impostazioni. Va trattato come un complemento, non come l’unica rete di sicurezza.

Sul vostro PC Cronologia file non funziona e uno di questi metodi l’ha fatta ripartire, oppure nessuno è bastato? Indicate nei commenti la versione di Windows, il tipo di disco e che cosa mostra il registro: sono informazioni che fanno risparmiare tempo agli altri lettori.

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