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Pixel 11, Pro, Pro XL e Pro Fold: Google punta sui 2 nm con il Tensor G6

Aggiornato 6 min di lettura

Pixel 11, Pro, Pro XL e Pro Fold: Google punta sui 2 nm con il Tensor G6
Indice
  1. Pixel 11: una gamma più compatta con quattro modelli
  2. Tensor G6: il primo processore Google a 2 nm
  3. Pixel 11 Pro: display più definito, fotocamere riviste, ricarica Qi2.2
  4. Pixel 11 Pro Fold: più leggero, più sottile, nettamente più solido
  5. Prezzi in aumento: da dove arriva il rincaro
  6. Cosa cambia per voi
  7. In sintesi

Google ha tolto il velo sul Pixel 11 il 12 agosto 2026, durante la conferenza Made by Google organizzata a New York. Quattro modelli compongono la nuova famiglia: Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e Pixel 11 Pro Fold. Tutti montano il nuovo processore proprietario Tensor G6, partono ora da 256 GB di memoria e girano su Android 17. I preordini sono già aperti, la commercializzazione è fissata al 20 agosto 2026. Unica nota dolente: i prezzi salgono di 100 dollari su quasi tutta la gamma.

Pixel 11: una gamma più compatta con quattro modelli

Il Pixel 11 standard riprende la silhouette del predecessore, ma Google ha assottigliato nettamente la barra fotografica che attraversa il retro del dispositivo. È annunciata come oltre il 40% più sottile e adotta una superficie interamente in vetro che percorre tutta la larghezza dello chassis. Un dettaglio estetico in apparenza, che però cambia l’impugnatura e riduce l’oscillazione del telefono appoggiato su un tavolo.

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Sul fronte memoria, Google taglia corto: il taglio da 128 GB scompare. Il Pixel 11 parte da 256 GB, il che spiega in parte l’aumento di prezzo. È proposto in quattro colorazioni: Frost, Hibiscus, Pistachio e Obsidian.

I modelli Pro salgono di un gradino sulla robustezza. Google rivendica una migliore resistenza alle cadute e soprattutto un nuovo rivestimento antigraffio sul display, annunciato come capace di offrire oltre il doppio della resistenza ai graffi dei Pixel 10 Pro. Cambiano anche i colori: Canyon, Fog, Olive e Obsidian, quest’ultimo con finitura interamente opaca.

Tensor G6: il primo processore Google a 2 nm

È la vera novità tecnica di questa generazione. Il Tensor G6 è il primo processore di Google prodotto sul nodo N2 di TSMC, ovvero con litografia a 2 nanometri. Per contestualizzare, il Tensor G5 era realizzato a 3 nm. Ridurre la finezza di incisione permette di ospitare più transistor sulla stessa superficie, quindi di guadagnare prestazioni a parità di consumo, oppure di consumare meno a parità di prestazioni.

Google dichiara guadagni concreti: 25% di rapidità in più nella navigazione web, 15% di guadagno sull’avvio delle applicazioni e soprattutto 50% di potenza di calcolo aggiuntiva per la TPU, l’unità dedicata all’intelligenza artificiale. È quest’ultimo dato a contare di più nella strategia di Google: la TPU fa girare Gemini Nano direttamente sul dispositivo, senza passare dai server.

Il Tensor G6 è accompagnato dal Titan M3, un coprocessore dedicato alla sicurezza. Isola gli elementi sensibili come le chiavi di cifratura e i dati biometrici dal resto del sistema, con un approccio paragonabile alla Secure Enclave di Apple.

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Pixel 11 Pro: display più definito, fotocamere riviste, ricarica Qi2.2

Il Pixel 11 Pro conserva la diagonale da 6,3 pollici, ma il pannello cambia. Si tratta di un OLED LTPO da 2856 x 1280 pixel, con una gamma di aggiornamento adattivo da 1 a 120 Hz e una luminosità di picco dichiarata a 3.600 nit. L’LTPO permette al display di scendere a 1 Hz su un’immagine fissa, con un risparmio di batteria significativo.

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La configurazione di memoria si divide in due. Le versioni da 256 GB dispongono di 12 GB di RAM, mentre i modelli da 512 GB e 1 TB salgono a 16 GB. Uno scarto che ha senso nell’uso reale: le funzioni di IA locali sono avide di memoria.

Sul fronte fotografico, Pixel 11 Pro e Pro XL condividono un trio composto da un sensore principale da 50 Mpx, un ultragrandangolare da 48 Mpx e un teleobiettivo da 48 Mpx. Sul davanti, il sensore per i selfie sale a 42 Mpx. Entrambi i modelli guadagnano inoltre la compatibilità Qi2.2, l’ultima revisione dello standard di ricarica wireless magnetica.

Pixel 11 Pro Fold: più leggero, più sottile, nettamente più solido

Il pieghevole di Google progredisce soprattutto sulla meccanica. Il Pixel 11 Pro Fold è annunciato quasi il 10% più leggero e quasi 1 mm più sottile del Pixel 10 Pro Fold, con cornici del display ridotte. Monta un sensore principale da 48 Mpx e un Super Zoom 30x.

La durabilità è il vero argomento. Google mantiene la certificazione IP68 contro acqua e polvere, aggiunge una scocca posteriore in composito di fibra di vetro progettata per resistere meglio alle crepe e rivede la cerniera per proteggere meglio il display interno. Il produttore afferma che l’insieme rende il modello tre volte più resistente del predecessore. Il Pro Fold è disponibile in Olive e Obsidian.

Prezzi in aumento: da dove arriva il rincaro

È il punto che farà discutere. Il Pixel 11 parte da 899 dollari, contro i 799 dollari del Pixel 10, ovvero 100 dollari in più. Il Pixel 11 Pro passa a 1.099 dollari (contro i 999 dollari del Pixel 10 Pro) e il Pixel 11 Pro XL si posiziona a 1.299 dollari.

Due fattori spiegano questo aumento. Anzitutto la soppressione del taglio da 128 GB: pagate di più, ma ottenete il doppio della memoria di partenza. Poi la carenza di memoria RAM che colpisce l’intero settore e spinge i produttori a riversare il costo dei componenti sui prezzi di vendita. Google non è la sola coinvolta, ma è tra le prime ad ammetterlo pubblicamente in un lancio di massa.

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I prezzi europei non sono stati dettagliati al momento dell’annuncio. Nel frattempo, il Pixel 10 Pro resta disponibile e dovrebbe vedere il proprio prezzo calare nelle prossime settimane: un’opzione sensata se il Tensor G6 non vi sembra indispensabile.

Vedi il prezzo del Pixel 10 Pro su Amazon

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Cosa cambia per voi

Se possedete un Pixel 9 o un modello precedente, il salto è reale: litografia a 2 nm, display più luminoso, memoria raddoppiata e un’elaborazione dell’IA nettamente più rapida in locale. Il passaggio da un Pixel 10 è invece molto meno evidente. I guadagni annunciati sulla navigazione e sull’avvio delle applicazioni, nell’ordine del 15-25%, si percepiscono poco nella quotidianità su un telefono già fluido.

Il vero argomento di questa generazione riguarda la durabilità e la memoria. Un display due volte più resistente ai graffi e 256 GB di base sono miglioramenti che noterete lungo tutta la vita del dispositivo, più di una percentuale di potenza bruta.

Infine, tenete presente che i dati prestazionali comunicati provengono da Google. Le misurazioni indipendenti delle prime recensioni, attese intorno al 20 agosto, permetteranno di verificare se il passaggio ai 2 nm mantiene le promesse, in particolare sull’autonomia e sulla gestione del calore, due punti storicamente deboli dei chip Tensor.

In sintesi

Il Pixel 11 non è una rivoluzione, ma un consolidamento solido: un processore finalmente allineato alla concorrenza, memoria di base raddoppiata e scocche più robuste. L’aumento di 100 dollari resta difficile da digerire, anche se giustificato dalla memoria aggiuntiva e dal contesto di carenza di componenti. Appuntamento al 20 agosto per le prime recensioni indipendenti.

E voi, l’aumento di prezzo vi fa esitare o il Tensor G6 basta a convincervi? Diteci la vostra nei commenti e ritrovate tutti i nostri articoli dedicati agli smartphone Android su Wanda-techs.com.

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