Crisi della RAM: i prezzi DDR5 esplodono, HP, Asus e Acer si rivolgono alla cinese CXMT


Assemblare un PC non è mai costato così tanto, e il colpevole non è né il processore né la scheda grafica: è la memoria di sistema. Secondo un rapporto di Nikkei Asia ripreso il 4 agosto 2026 da Tom’s Hardware, tre fra i maggiori produttori mondiali di PC — HP, Asus e Acer — hanno iniziato a montare chip DRAM della cinese CXMT in alcuni portatili. Una mossa senza precedenti, che dice molto sulla portata della penuria innescata dall’intelligenza artificiale. Ecco cosa sta succedendo e cosa comporta per il vostro prossimo acquisto.

Prezzi quadruplicati in dodici mesi

I numeri sono impressionanti. Tom’s Hardware stima che i prezzi della RAM siano cresciuti del 400% o più negli ultimi dodici mesi. In un solo trimestre del 2026 i prezzi contrattuali della DRAM consumer sono saliti di quasi l’89%.

In concreto: un kit da 32 GB DDR5-6000 che si trovava sotto i 90 dollari oggi si aggira intorno ai 529 dollari in alcune configurazioni. Un kit 32 GB DDR5 più convenzionale, venduto tra 100 e 200 dollari nell’ottobre 2025, partiva da circa 350 dollari nell’agosto 2026. Persino la DDR4, ormai a fine vita commerciale, è più o meno raddoppiata.

L’effetto domino va ben oltre il desktop. Nintendo ha citato esplicitamente i costi della memoria nel portare la Switch 2 a 499,99 dollari. Microsoft ha indicato costi di memoria e storage cresciuti di oltre 2,5 volte prima del rincaro del 1° agosto 2026: la Xbox Series X è passata a 799,99 dollari, mentre la PlayStation 5 si attesta a 649 dollari. L’intero mercato PC dovrebbe arretrare di oltre l’11% quest’anno.

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La causa: l’IA assorbe tutta la memoria disponibile

Per capirlo bisogna guardare alla HBM (High Bandwidth Memory), la memoria impilata ad altissima banda che affianca gli acceleratori IA come le GPU da datacenter di Nvidia. La domanda è oggi praticamente illimitata e i margini molto superiori a quelli della memoria consumer.

Ma solo tre aziende — Samsung, SK hynix e Micron — controllano oltre il 95% della produzione mondiale di DRAM. Tutte e tre hanno spostato i wafer verso la HBM. Le stime di settore indicano che i data center dedicati all’IA assorbiranno circa il 70% dell’intera produzione di chip di memoria nel 2026, un livello di domanda che ha triplicato i costi della DRAM in diciotto mesi.

Il sollievo non è imminente. I tre grandi avrebbero già esaurito la produzione fino al 2027. Intel indica il 2028 prima di una normalizzazione, e Silicon Motion avverte che la penuria su DRAM, NAND e HBM proseguirà fino allo stesso anno.

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CXMT, il quarto attore che nessuno aspettava

In questo scenario ChangXin Memory Technologies (CXMT) è entrata nella catena di fornitura globale. Secondo Nikkei Asia diversi grandi assemblatori hanno completato la qualifica della DRAM CXMT a metà anno e ne installano ora piccole quantità in un numero limitato di modelli di portatili, destinati esclusivamente a mercati non statunitensi.

La prudenza è voluta. CXMT compare in un elenco del Pentagono di aziende con legami con l’esercito cinese, e alcuni parlamentari a Washington spingono per inserirla in lista nera. I produttori evitano inoltre di irritare Micron, Samsung e SK hynix, da cui dipendono per la maggior parte dei volumi.

Interpellata, Acer non ha smentito. L’azienda si è limitata a dire che non comunica i propri fornitori, precisando di restare “in stretto contatto con molteplici produttori e fornitori globali” per adeguare le operazioni alle variazioni di prezzo dei componenti.

Sul piano finanziario CXMT vola: il titolo è salito del 466% dopo l’IPO a Shanghai e la società prevede un utile netto tra 52 e 58 miliardi di yuan nel primo semestre 2026, con una crescita fino al 2.530% su base annua. Sul fronte DIY, Gigabyte ha annunciato il supporto ai chip CXMT e un kit Corsair Vengeance DDR5 con questa memoria è già arrivato sul mercato.

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La cattiva notizia: non costa meno

Non contate su CXMT per abbassare il conto nel breve periodo. Una fonte citata da Nikkei è netta: la DRAM del produttore cinese “non è certamente più economica di quella di Samsung”. L’arrivo di un quarto attore riguarda quindi la sicurezza dei volumi più che il risparmio.

A riprova della tensione, Apple avrebbe chiesto al governo statunitense l’autorizzazione ad acquistare chip CXMT. Quando bussa Cupertino, la penuria non risparmia nessuno.

Cosa cambia per voi

Se state pianificando un acquisto, tenete a mente alcuni punti fermi:

  • Aspettare non è automaticamente vantaggioso. Con capacità venduta fino al 2027 e normalizzazione ipotizzata al 2028, rimandare di sei mesi non garantisce nulla.
  • Comprate la capacità che usate davvero. Passare da 32 a 64 GB costa molto più di prima: valutate i bisogni reali prima di sovradimensionare.
  • Un portatile preassemblato può tornare competitivo. Gli assemblatori comprano memoria in volume e assorbono parte del rincaro, a differenza del mercato del singolo componente.
  • Occhio ai bundle. Le offerte combinate CPU, scheda madre e memoria compensano talvolta il sovrapprezzo della RAM.

Se dovete comunque acquistare ora, un kit DDR5 6000 MHz da 32 GB resta il compromesso più sensato per una macchina da gioco o da creazione nel 2026.

Vedi il prezzo del kit Corsair Vengeance DDR5 32 GB su Amazon

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Un settore che cambia natura

Al di là dei prezzi, questa crisi della RAM racconta un passaggio più profondo. Per trent’anni la memoria è stata una commodity: abbondante, economica, con prezzi in calo meccanico. L’intelligenza artificiale ha spinto il mercato in una logica di allocazione, dove la produzione va all’uso più redditizio e il consumatore finisce in fondo alla fila.

Va ricordato anche il rovescio della medaglia. I cicli di RAM a basso costo — il 2023 su tutti — sono costati miliardi ai produttori e hanno contribuito a ridurre il mercato a tre attori. La redditività ritrovata potrebbe, paradossalmente, essere la condizione per investimenti di capacità duraturi. Ai consumatori tocca sopravvivere alla transizione.

Avete rimandato un assemblaggio per colpa dei prezzi della memoria? Diteci la vostra nei commenti e leggete le nostre altre analisi hardware su Wanda-techs.com.

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