Prezzi della RAM: perché il vostro prossimo PC e il vostro prossimo smartphone costeranno di più
I prezzi della RAM sono diventati, nel 2026, il fattore più determinante nel costo di un computer o di uno smartphone. Nel giro di pochi trimestri, la memoria è passata dallo status di componente banale a quello di bene raro, conteso a caro prezzo dai giganti dell’intelligenza artificiale. Le conseguenze sono ormai visibili su tutti gli scaffali: configurazioni di memoria riviste al ribasso, tagli di storage eliminati, rincari. Ecco le spiegazioni, cifre alla mano.
Rincari senza precedenti da anni
Partiamo dalle cifre, perché parlano da sole. Secondo la società di analisi taiwanese TrendForce, riferimento del settore, il fatturato dell’industria DRAM è balzato dell’81% in un solo trimestre nel primo trimestre 2026, trainato quasi esclusivamente dall’impennata dei prezzi contrattuali.
Il movimento è poi proseguito. Sul segmento mobile, il prezzo medio di vendita delle soluzioni LPDDR5X — la memoria che equipaggia gli smartphone di fascia alta — è salito del 78-83% nel secondo trimestre 2026, sempre su base trimestrale.
Per il terzo trimestre in corso, TrendForce prevede un rialzo più contenuto, nell’ordine del 13-18%. Il rallentamento è reale, ma va letto correttamente: si applica a una base già molto elevata. La società attribuisce questa frenata a un fenomeno preoccupante — i clienti dei mercati consumer, PC e smartphone in testa, stanno semplicemente raggiungendo il limite della propria capacità di spesa.

Un termine tecnico, spiegato in breve
La DRAM (Dynamic Random Access Memory) è la memoria di lavoro del vostro dispositivo, quella che conserva temporaneamente i dati in uso. La LPDDR5X ne è la variante a basso consumo destinata ai dispositivi mobili. La HBM (High Bandwidth Memory) è una variante impilata ad altissima banda, indispensabile agli acceleratori per l’intelligenza artificiale. Escono tutte dalle stesse fabbriche, ed è proprio qui il nodo del problema.
La causa: l’intelligenza artificiale ha svuotato le fabbriche
Il meccanismo è semplice da capire. I produttori di memoria dispongono di una capacità produttiva finita. Di fronte alla domanda esplosiva dei data center dedicati all’intelligenza artificiale, riorientano quella capacità verso HBM e DRAM per server, dove i margini sono nettamente più alti.
Gli hyperscaler — i grandi fornitori di cloud — hanno inoltre due vantaggi decisivi rispetto a chi compra un PC. Accettano di pagare molto di più e bloccano le forniture con largo anticipo. Un produttore di memoria non ha alcuna ragione economica per preferire loro il mercato consumer.
Risultato: ciò che resta per i moduli DDR5 del vostro PC da gioco o per la memoria del vostro telefono è al tempo stesso più raro e più caro.
E il calendario non invita all’ottimismo. TrendForce stima che un’espansione significativa delle capacità produttive sia improbabile prima della fine del 2027, o addirittura del 2028. Micron, uno dei tre grandi attori mondiali del settore, prevede da parte sua tensioni tra domanda e offerta oltre il 2026, sia sulla DRAM sia sulla memoria flash NAND.

Gli effetti concreti sui prodotti che comprate
È qui che la crisi smette di essere un’astrazione di mercato e diventa realtà da scaffale.
Sugli smartphone. Il caso del Google Pixel 11 Pro, in vendita da questa settimana, è particolarmente eloquente. Google ha mantenuto i prezzi a parità di memoria, ma ha operato due aggiustamenti silenziosi: l’eliminazione del taglio da 128 GB su Pixel 11 e Pixel 11 Pro, e il passaggio del modello Pro base da 16 a 12 GB di memoria, mentre tutte le versioni del Pixel 10 Pro montavano 16 GB. I modelli Pro XL e Pro Fold, invece, aumentano di 100 euro. La stampa specializzata anglofona ha trovato una parola per definire questo periodo: RAMageddon.
Sui PC desktop. Il quadro è ancora più netto, perché il componente si acquista separatamente. Un kit Corsair Vengeance DDR5 da 32 GB a 6.000 MHz viene proposto intorno ai 339,99 euro su Amazon ad agosto 2026. È una cifra che fino a poco tempo fa si associava a kit ad alte prestazioni da 64 GB.
Su console e portatili. L’intero mercato è colpito, dato che tutti questi prodotti attingono allo stesso bacino di memoria.

Cosa potete fare concretamente
Di fronte a una crisi di approvvigionamento non esistono soluzioni miracolose. Esistono però decisioni più razionali di altre.
- Dimensionate il giusto, non il massimo. Il vecchio riflesso di prendere il doppio di memoria per sicurezza oggi costa molto caro. Per un uso da ufficio e multimediale, 16 GB restano perfettamente confortevoli. Per gioco e creazione, 32 GB sono il punto di equilibrio nel 2026.
- Verificate prima di sostituire. Se la vostra macchina è semplicemente lenta, la memoria non è sempre la colpevole. Sostituire un disco meccanico con un SSD, o ripulire i programmi all’avvio, produce spesso un guadagno più netto a una frazione del prezzo.
- Attenzione al falso affare. I periodi di penuria fanno fiorire moduli ricondizionati venduti come nuovi e componenti di dubbia provenienza. Comprate da un rivenditore affermato e conservate la fattura.
- Non rimandate all’infinito. È il consiglio più scomodo, ma le previsioni non indicano alcuna distensione prima della fine del 2027 nella migliore delle ipotesi. Se la vostra macchina non regge più il ritmo del vostro lavoro, anche aspettare due anni ha un costo.
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In quanto Affiliato Amazon, Wanda-techs riceve un guadagno dagli acquisti idonei. Questo non influisce né sulla nostra analisi indipendente né sul prezzo che pagate.
Come controllare la memoria della vostra macchina
Prima di qualsiasi acquisto, prendetevi trenta secondi per sapere di cosa disponete davvero.
Su Windows, aprite Gestione attività con la combinazione Ctrl + Maiusc + Esc, poi andate nella scheda Prestazioni e selezionate Memoria. Troverete la capacità totale, il tipo di memoria, la frequenza e il numero di slot occupati.
Potete anche passare dal prompt dei comandi:
wmic memorychip get capacity, speed, manufacturer, devicelocatorSu macOS, aprite il menu Apple, quindi Informazioni su questo Mac. Attenzione però: sui Mac dotati di chip Apple Silicon la memoria è integrata nel processore e non può essere sostituita. Il dimensionamento si decide al momento dell’acquisto.

Conclusione
L’impennata dei prezzi della RAM non è un incidente congiunturale destinato a riassorbirsi nei prossimi mesi. È il risultato di un arbitraggio industriale duraturo a favore dell’intelligenza artificiale, con cui bisognerà convivere per almeno due anni. Per voi si traduce in una regola semplice: comprate la quantità di memoria di cui avete davvero bisogno, da un venditore affidabile, e diffidate delle schede tecniche troppo generose per il prezzo indicato.
Avete notato questo rincaro sul vostro ultimo acquisto? Condividete le vostre osservazioni nei commenti e trovate tutte le nostre guide hardware su Wanda-techs.com.
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