NetBox è un’applicazione web che funge da riferimento centrale, quella che i suoi autori chiamano source of truth, per tutto ciò che compone un’infrastruttura di rete: piani di indirizzamento IP, rack, apparati, cavi, circuiti degli operatori e macchine virtuali. Lo ha scritto nel 2015 Jeremy Stretch, allora ingegnere di rete in DigitalOcean, per automatizzare il provisioning dell’hosting provider, e nel giugno 2016 è stato pubblicato come open source. Lo sviluppo è oggi guidato dalla società NetBox Labs insieme a un gruppo di manutentori volontari, e l’edizione community resta distribuita con licenza Apache 2.0.
A cosa serve NetBox
L’idea di partenza è semplice: invece di documentare la rete in fogli di calcolo sparsi, si descrive in NetBox come la rete deve essere, e gli strumenti di automazione vanno a leggere quella descrizione. Il modello dati copre due grandi aree. La parte IPAM gestisce prefissi IPv4 e IPv6, VRF, VLAN e numeri di AS. La parte DCIM descrive siti, rack con la vista in elevazione, apparati e relativi moduli, cablaggio e distribuzione elettrica. A queste si aggiungono i circuiti con i loro fornitori, le reti wireless, i tunnel VPN con le policy IKE e IPsec, gli overlay L2VPN e le macchine virtuali raggruppate in cluster.
Ogni oggetto può ricevere campi personalizzati, tag e regole di validazione proprie dell’organizzazione. Ogni modifica viene registrata, così si sa sempre chi ha cambiato cosa e quando. Si accede da un browser, ma anche tramite un’API REST e un’API GraphQL, che sono il vero cuore dello strumento: un playbook Ansible, uno script Nornir o una pipeline di integrazione continua possono interrogare NetBox per generare le configurazioni degli apparati. Un sistema di plugin consente di estendere il modello, e la community ne ha prodotti moltissimi.
Conviene collocare NetBox con precisione rispetto agli altri strumenti di questa categoria. Non monitora nulla in tempo reale, non legge contatori SNMP e non invia avvisi: è il compito di LibreNMS, che scopre ciò che esiste davvero, mentre NetBox descrive ciò che dovrebbe esistere. Non sostituisce nemmeno un server DNS, un server RADIUS o uno strumento di gestione delle configurazioni, e la documentazione lo dice senza giri di parole. I due approcci spesso si completano, e molti team confrontano l’inventario di NetBox con quanto rilevato dal monitoraggio per individuare le discrepanze.
Per chi è?
NetBox è pensato per i team di rete di aziende, operatori, hosting provider e data center, soprattutto quando più persone devono condividere una documentazione affidabile o si vogliono automatizzare le installazioni. Anche studenti e appassionati lo usano per imparare a modellare correttamente una rete.
I suoi limiti derivano soprattutto da quanto è esigente. Lo strumento vale qualcosa solo se i dati inseriti sono corretti e aggiornati, il che richiede disciplina, e da solo non scopre nulla senza un plugin o uno script aggiuntivo. Sul piano tecnico è un’applicazione Django che, secondo la documentazione, richiede Python da 3.12 a 3.14, PostgreSQL 15 o successivo e Redis 6.0, il tutto su un server Linux dietro nginx o Apache. Per una piccola rete domestica un foglio di calcolo resta più rapido. Chi vuole soprattutto vedere lo stato dei propri collegamenti e apparati troverà più utili LibreNMS o ntopng.
Scaricare NetBox in sicurezza
L’edizione community si scarica dalla pagina delle release del repository GitHub netbox-community/netbox, dove la 4.7.1 è stata pubblicata il 15 settembre 2026. La documentazione di installazione, ospitata su netboxlabs.com, descrive l’installazione classica dall’archivio o da un clone Git e segnala che dalla versione 4.7 esiste un pacchetto Python sperimentale, sconsigliato in produzione. Un’immagine Docker è mantenuta dalla community nel repository netbox-community/netbox-docker, costruita a partire dalle release ufficiali.
In parallelo NetBox Labs vende due offerte commerciali: NetBox Cloud, ospitato e gestito dall’azienda, con un piano gratuito citato nella documentazione di installazione e piani Starter, Professional e Premium su preventivo, e NetBox Enterprise, un’edizione da installare in proprio con supporto e funzioni aggiuntive. Nulla obbliga a sottoscriverle per usare il software. Poiché il nome NetBox è usato anche da prodotti senza alcun legame, verificate di trovarvi sull’organizzazione GitHub netbox-community o su netboxlabs.com prima di scaricare qualsiasi cosa, e diffidate delle immagini di container pubblicate con questo nome da sconosciuti.
Domande frequenti
NetBox è gratuito?
Sì per l’edizione Community, pubblicata con licenza Apache 2.0 e installabile senza limiti sul proprio server. NetBox Labs vende a parte NetBox Cloud, una versione ospitata, e NetBox Enterprise, una versione con supporto, ma il cuore del software è lo stesso.
NetBox monitora la rete?
No. NetBox documenta lo stato desiderato della rete ed espone quei dati tramite API, ma non legge contatori e non invia avvisi. Per il monitoraggio va affiancato a uno strumento come LibreNMS, che a sua volta può attingere all’inventario di NetBox.
Che differenza c’è tra NetBox Community e NetBox Cloud?
Il codice è lo stesso, ma NetBox Cloud è ospitato e aggiornato da NetBox Labs, con supporto e opzioni come il single sign-on. NetBox Community va installato in proprio su un server Linux con PostgreSQL e Redis, gratuitamente.