Kentik è un servizio di analisi del traffico che raccoglie i flussi esportati da router, switch e cloud pubblici e permette di interrogarli in pochi secondi dal browser. Secondo Wikipedia l’azienda è nata a San Francisco nel 2014 con il nome CloudHelix e ha adottato quello attuale nel 2015. La sua pagina di presentazione spiega che è stata fondata da operatori di rete provenienti da Akamai, Netflix, YouTube e Cloudflare, fra cui l’amministratore delegato Avi Freedman. Dall’agosto 2026 Kentik appartiene a Infoblox, specialista del DNS e della gestione degli indirizzi IP, che il 6 agosto ha annunciato di aver completato l’acquisizione e intende integrare gradualmente le sue funzioni nella propria piattaforma.
Il servizio è proprietario e disponibile solo in modalità SaaS. Oggi Kentik si definisce una piattaforma di intelligence di rete, formula che comprende l’analisi dei flussi, il monitoraggio degli apparati, i test sintetici e un assistente basato sull’intelligenza artificiale.
A cosa serve Kentik
Il cuore del prodotto è la telemetria dei flussi. Un router può riassumere ogni conversazione che lo attraversa in un record NetFlow, sFlow o IPFIX con indirizzi, porte, volume e interfaccia. Kentik riceve questi record a milioni e li arricchisce appena arrivano con la tabella di routing BGP, la geolocalizzazione degli indirizzi e i dati SNMP delle interfacce. Un tecnico può così chiedere quali sistemi autonomi inviano più traffico verso i suoi clienti, da quale punto di interconnessione entra e quanto costa in transito.
L’archiviazione si basa sul Kentik Data Engine, un database distribuito ispirato a Dremel, il motore di analisi di Google. In un articolo tecnico del 2016 il produttore raccontava che una query su circa 1,8 miliardi di righe, divisa in 10.800 sottoquery parallele, rispondeva in meno di cinque secondi, e che i flussi ricevuti pochi secondi prima erano già consultabili. Attorno a questo motore si sono aggiunti moduli di osservabilità multicloud, monitoraggio degli apparati via SNMP e streaming telemetry, controllo dell’SD-WAN, rilevamento degli attacchi DDoS, analisi del peering e test sintetici.
Nella nostra raccolta di software il paragone più utile è con ntopng. Entrambi leggono gli stessi flussi NetFlow e sFlow, ma ntopng si installa su un server gestito in proprio e va benissimo per la rete di un’azienda o di una scuola. Kentik è pensato per la scala di un operatore, di un provider di hosting o di una multinazionale, con migliaia di apparati e un unico archivio condiviso fra tutti i team. ThousandEyes e Catchpoint partono invece da test attivi lanciati da agenti. Anche Kentik offre test di questo tipo, ma il suo punto di forza resta l’osservazione del traffico reale.
Per chi è?
Il pubblico naturale di Kentik comprende provider di accesso, operatori di transito, società di hosting, servizi online con molto traffico e grandi aziende con più data center e cloud. Chi gestisce il peering lo usa per negoziare le interconnessioni, i team di sicurezza per individuare un attacco volumetrico e chi pianifica la capacità per prevedere la saturazione di un collegamento. La pagina aziendale mostra del resto i loghi di clienti come Zoom, Dropbox, eBay ed Equinix.
Per una piccola realtà la spesa è difficile da giustificare. Il piano Pro parte da 2.000 dollari al mese con fatturazione annuale, e il prezzo vale solo per gli Stati Uniti. Servono inoltre apparati in grado di esportare flussi, e bisogna accettare che i dati di traffico vengano elaborati nel cloud del fornitore. Una rete di dimensioni contenute troverà in ntopng o LibreNMS, installati in casa e gratuiti, una risposta più adatta.
Scaricare Kentik in sicurezza
La prova si avvia dalla pagina dei prezzi di kentik.com, che offre trenta giorni gratuiti. La stessa pagina descrive il piano Pro: 24.000 dollari l’anno per 50 utenti, 1.000 flussi al secondo, 25 apparati monitorati, 120 giorni di conservazione dei dati di traffico e 13 mesi per le metriche degli apparati. Il piano Premier è su preventivo e i contratti sono soltanto annuali.
Nella maggior parte dei casi non c’è nulla da installare, perché basta configurare i router affinché inviino i flussi a Kentik. Per reti private e sedi remote il produttore fornisce agenti Linux. L’Universal Agent, che sta sostituendo gradualmente i vecchi agenti kprobe e kproxy, è distribuito come pacchetto .deb per Debian dalla 11 alla 13 e Ubuntu dalla 20.04 alla 24.04 e supporta anche Oracle Linux 9. Il proxy BGP kbgp e l’agente di test ksynth esistono come pacchetti Debian e RPM e come immagini Docker. Le istruzioni sono su kb.kentik.com, e i pacchetti arrivano dal repository packagecloud del produttore o dal suo account Docker Hub. Un binario con lo stesso nome preso altrove, destinato a girare con i permessi di root nel mezzo della rete, è un rischio da non correre.
Domande frequenti
Esiste una versione gratuita di Kentik?
Non c’è un piano gratuito permanente, solo una prova di trenta giorni. In seguito, secondo la pagina ufficiale dei prezzi, il piano Pro costa 2.000 dollari al mese con contratto annuale, mentre il Premier si negozia caso per caso.
Kentik può sostituire ntopng?
Non per tutti. ntopng si installa sui propri server e la sua edizione Community è open source. Kentik risponde a esigenze di scala, di lunga conservazione e di condivisione fra team, sotto forma di servizio ospitato.
Kentik è open source?
La piattaforma è proprietaria. Il produttore pubblica però su GitHub alcuni componenti con licenza Apache 2.0, come ktranslate, una raccolta di profili SNMP e un’applicazione per Grafana.