Huawei MateBook Fold 2026: il pieghevole da 18 pollici passa al Kirin X90 Plus
Il 5 agosto 2026 Huawei ha ufficializzato la seconda generazione del suo MateBook Fold Ultimate Design, il portatile con schermo pieghevole da 18 pollici che si richiude fino alle dimensioni di un 13 pollici. L’edizione 2026 porta un nuovo chip proprietario Kirin X90 Plus, una cerniera ridisegnata in metallo liquido, HarmonyOS 6.1 e soprattutto uno stilo M-Pencil dotato di funzioni di intelligenza artificiale. Il prezzo parte da 24.999 yuan, circa 3.700 dollari, e per ora il portatile è disponibile solo in Cina. Ecco tutto quello che c’è da sapere su questa macchina fuori dal comune.
Uno schermo da 18 pollici che entra in una borsa da 13

Il cuore del MateBook Fold Ultimate Design 2026 è ovviamente il suo display. Huawei conferma la formula della prima generazione: un pannello OLED a doppio strato da 18 pollici di diagonale una volta aperto, che si ripiega su sé stesso fino a occupare lo spazio di un portatile da 13 pollici. In altre parole, trasportate un 13 pollici e lavorate su un 18 pollici.
La scheda tecnica regge il confronto. La risoluzione arriva a 3,3K, la luminosità di picco tocca i 1.600 nit in HDR e la frequenza di aggiornamento è adattiva grazie alla tecnologia LTPO, un tipo di pannello capace di regolare in continuo la propria frequenza per risparmiare batteria quando l’immagine è statica. Il rapporto schermo-corpo sale al 92 per cento, il che significa cornici particolarmente sottili per un dispositivo di queste dimensioni.
Un punto importante sulla protezione: Huawei impiega un vetro ultrasottile di tipo UTG, lo stesso principio adottato sugli smartphone pieghevoli di fascia alta. È ciò che consente a un pannello OLED di piegarsi decine di migliaia di volte senza incrinarsi, mantenendo una superficie tattile gradevole.
Kirin X90 Plus: Huawei prosegue senza i chip occidentali

È il cambiamento più significativo di questa iterazione. Il MateBook Fold 2026 abbandona il chip della generazione precedente a favore del Kirin X90 Plus, un processore ARM progettato internamente da Huawei. L’azienda dichiara un funzionamento circa il 25 per cento più fluido rispetto alla generazione uscente, entro un profilo termico di 28 watt.
Quel valore di 28 W merita una lettura attenta. Colloca la macchina nella categoria degli ultraportatili prestazionali: margine sufficiente per lavoro d’ufficio impegnativo, fotoritocco e multitasking sostenuto, senza puntare ai carichi di lavoro di una workstation. È coerente con il formato, dato che uno chassis pieghevole da 1,16 kg non lascia spazio a un sistema di raffreddamento voluminoso.
A questo proposito, Huawei ha integrato una camera di vapore ultrasottile per dissipare il calore. Secondo l’azienda, il dispositivo limita il calo di prestazioni nelle sessioni prolungate, il cosiddetto throttling che riduce la frequenza del processore quando la temperatura sale troppo.
Quanto alle configurazioni, il dispositivo è proposto con 24 GB o 32 GB di memoria RAM e da 512 GB a 2 TB di archiviazione SSD. Va notato che non esiste una versione base: anche il modello più economico parte da 24 GB di RAM, una dotazione generosa rispetto alla maggior parte degli ultraportatili sul mercato.
Una cerniera in metallo liquido: la vera sfida dei pieghevoli
Su un prodotto pieghevole la cerniera è il punto di rottura numero uno. Huawei ha quindi rivisto la propria per questa edizione 2026, con quella che presenta come la più grande cerniera a goccia mai integrata in un suo dispositivo.
Il termine “a goccia” indica una geometria di piega in cui lo schermo forma un anello arrotondato anziché una piega netta a dispositivo chiuso. Il vantaggio è duplice: lo stress meccanico sul pannello è distribuito meglio e il segno della piega risulta molto meno visibile una volta aperto lo schermo.
La novità 2026 riguarda i materiali. Alcuni componenti della cerniera sono ora realizzati in metallo liquido a base di zirconio, una lega amorfa nota per durezza e resistenza alla deformazione. Huawei promette una migliore longevità strutturale e un’apertura e chiusura più morbide. Sulla carta è esattamente il tipo di miglioramento richiesto dai primi utenti della generazione precedente.
Il resto dello chassis segue la stessa logica premium: dorso in similpelle vegana rivestita di silicone, cavalletto integrato per sostenere il dispositivo in modalità orizzontale e peso contenuto in 1,16 kg. Il tutto è alimentato da una batteria a doppia cella da 74,69 Wh, pari a 6.400 mAh.
HarmonyOS 6.1 e uno stilo M-Pencil passato all’IA

Il MateBook Fold gira su HarmonyOS 6.1, l’ultima versione del sistema operativo proprietario di Huawei. Il software sfrutta pienamente il formato pieghevole con tre modalità d’uso: tablet quando il dispositivo è completamente aperto, portatile quando è piegato a 90 gradi e desktop quando è appoggiato sul cavalletto con una tastiera esterna.
Nella configurazione portatile, la metà inferiore dello schermo si trasforma in tastiera virtuale e trackpad. È la soluzione logica per questo formato, anche se digitare alla cieca su una superficie di vetro resta un esercizio che richiede adattamento.
La vera novità software è l’arrivo di uno stilo M-Pencil con funzioni di intelligenza artificiale. È la prima volta che Huawei abbina uno stilo a questo modello. È pensato per la scrittura a mano, la presa di appunti e lo schizzo, con elaborazioni assistite dall’IA eseguite direttamente sul dispositivo. HarmonyOS 6.1 integra infatti modelli di IA locali che alimentano l’assistente vocale e diverse funzioni di produttività, senza dipendere sistematicamente dal cloud.
Per le videochiamate, Huawei si limita a un sensore frontale da 8 megapixel. Una scelta onesta ma non memorabile, e probabilmente la voce più discreta della scheda tecnica.
Prezzo e disponibilità: prima la Cina, il resto del mondo in sospeso
Sono annunciate tre configurazioni e i prezzi confermano il posizionamento ultra premium della macchina:
- 24 GB di RAM + 512 GB di archiviazione: 24.999 yuan, circa 3.700 dollari
- 24 GB di RAM + 1 TB di archiviazione: 26.999 yuan
- 32 GB di RAM + 2 TB di archiviazione: 29.999 yuan, circa 4.440 dollari
A questo livello di prezzo il MateBook Fold Ultimate Design non si rivolge evidentemente al grande pubblico. È un prodotto vetrina, destinato a dimostrare il know-how industriale di Huawei negli schermi pieghevoli e nei chip proprietari. L’azienda ha annunciato questa macchina solo per il mercato cinese e finora non è stata confermata alcuna uscita internazionale.
MatePad Pro 2026 e Nova 16 SE completano l’evento
Il MateBook Fold non era solo sul palco il 5 agosto. Huawei ha approfittato della sua conferenza dedicata a tutti gli scenari d’uso per svelare anche il MatePad Pro 2026, un tablet di fascia alta spesso appena 4,7 millimetri e dal peso di circa 439 grammi, anch’esso compatibile con lo stilo e chiaramente orientato agli usi creativi e alla produttività.
L’azienda ha inoltre lanciato il Nova 16 SE, uno smartphone di fascia media che punta su una batteria da 8.500 mAh, uno schermo dichiarato a 8.000 nit di luminosità di picco e un comparto fotografico da 50 megapixel. Il contrasto con il MateBook Fold è netto: da una parte una dimostrazione tecnologica sopra i 3.500 dollari, dall’altra un dispositivo pensato per i volumi.
Che cosa cambia concretamente
Non aspettatevi di trovare un MateBook Fold Ultimate Design negli scaffali europei nei prossimi mesi. L’interesse di questo annuncio è altrove, ed è duplice.
Prima di tutto conferma che il portatile con schermo pieghevole sta gradualmente uscendo dalla fase di prototipo. Una seconda generazione significa che la prima ha venduto abbastanza, o ha insegnato abbastanza al suo produttore, da giustificare un ulteriore investimento industriale. I miglioramenti annunciati, ovvero cerniera rinforzata, raffreddamento rivisto e stilo, sono tipici di un prodotto che matura più che di un concept.
In secondo luogo, il Kirin X90 Plus ricorda che Huawei ha ricostruito una filiera di processori per computer parallelamente al proprio sistema operativo. Per il mercato globale significa che un terzo ecosistema completo, distinto da Windows e macOS, continua a consolidarsi, anche se la sua diffusione resta per ora essenzialmente cinese.
Resta la domanda scomoda: a partire da quale momento uno schermo pieghevole da 18 pollici diventa davvero più pratico di un buon 14 pollici tradizionale abbinato a un monitor esterno? La risposta dipenderà molto dalla tenuta reale di questa nuova cerniera nel tempo. Seguiremo ovviamente i primi riscontri sul campo.
E voi, sareste disposti a sostituire il vostro portatile tradizionale con una macchina a schermo pieghevole, oppure aspettate ancora qualche generazione? Fatecelo sapere nei commenti.
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