Samsung starebbe per riportare l’Exynos nel suo smartphone più prestigioso. Secondo fonti industriali citate dal quotidiano coreano MoneyToday, il Galaxy S27 Ultra sarà commercializzato con due processori diversi a seconda delle regioni: Snapdragon negli Stati Uniti, Exynos 2700 in Corea e in Europa. Sarebbe la fine di una parentesi aperta nel 2022, quando il Galaxy S22 Ultra fu l’ultimo modello Ultra a conoscere una variante Exynos. Ecco cosa comporta per gli acquirenti europei.

Un ripensamento dell’ultimo minuto
L’aspetto più sorprendente di questa informazione non è la decisione in sé, ma il momento in cui arriva. Lo sviluppo del Galaxy S27 Ultra è descritto come quasi ultimato. Il piano iniziale prevedeva di equipaggiare il dispositivo con lo Snapdragon 8 Elite Gen 6, il chip di fascia alta di Qualcomm, su tutti i mercati senza eccezioni.
Secondo le fonti citate, le divisioni MX (mobile) e LSI (semiconduttori) di Samsung si sono coordinate per sviluppare una scheda madre specifica per l’Exynos e per garantire un volume di produzione sufficiente del chip proprietario. Una delle persone informate riassume l’anomalia: è insolito aggiungere una versione Exynos quando il processo di sviluppo principale attorno allo Snapdragon era quasi concluso, e questo segnala aspettative elevate verso il processore applicativo proprietario.
In altre parole, Samsung avrebbe cambiato idea in corsa, cosa che non accade senza una ragione solida su un prodotto di questa importanza.
Perché l’Exynos torna sul modello Ultra
L’elemento scatenante sarebbero i risultati dei test interni. Indiscrezioni precedenti avevano riferito che l’Exynos 2700 superava lo Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro in misurazioni condotte internamente da Samsung. Quei dati non sono mai stati pubblicati né verificati in modo indipendente, e vanno maneggiati con prudenza. Ma se rispecchiano la realtà, spiegano il ripensamento.

Anche la scheda del processo produttivo va nella stessa direzione. L’Exynos 2700 è realizzato sul nodo SF2P migliorato di Samsung, una variante del suo processo a 2 nanometri. La fonderia annuncia per questo nodo una riduzione dei consumi del 26 percento e un incremento di frequenza del 15 percento rispetto alla generazione precedente. Su uno smartphone, questi due parametri si traducono direttamente in autonomia e prestazioni sostenute.
Va ricordato anche il contesto economico. Progettare e produrre il proprio chip costa caro, ma anche acquistare Snapdragon di fascia alta da Qualcomm costa moltissimo, e il prezzo di questi componenti è cresciuto nettamente negli ultimi anni. Per Samsung, che possiede le proprie fabbriche, reintegrare l’Exynos su un volume grande come quello dei Galaxy S è una leva finanziaria considerevole.
Come sarà ripartita la gamma Galaxy S27
Secondo queste informazioni, il Galaxy S27 Ultra subirà la stessa suddivisione regionale del resto della serie. Gli esemplari destinati al mercato americano manterrebbero un chip Snapdragon, mentre quelli venduti in Corea e in Europa riceverebbero l’Exynos 2700.
Anche i modelli Galaxy S27, S27+ e il nuovo S27 Pro combinerebbero Snapdragon ed Exynos secondo le aree geografiche. L’S27 Pro è del resto una novità di gamma: Samsung amplia la sua serie di punta a quattro modelli, contro i tre abituali.
Per l’acquirente europeo la conseguenza è diretta. Se queste informazioni si confermano, il Galaxy S27 Ultra venduto in Europa monterà un Exynos 2700 e non uno Snapdragon. È un cambiamento notevole dopo diverse generazioni di uniformità.

Cosa sappiamo del resto sul Galaxy S27 Ultra
Le indiscrezioni accumulate nelle ultime settimane delineano un dispositivo di evoluzione più che di rottura.
- Formato. I render ricavati da file di progettazione assistita mostrano una nuova isola fotografica. Le dimensioni generali resterebbero molto vicine a quelle del Galaxy S26 Ultra.
- Batteria. È attesa una progressione, ma modesta. Samsung avrebbe rinunciato a una capacità di 7.000 mAh.
- Fotocamere. Il teleobiettivo da 10 megapixel con zoom 3x sparirebbe dalla scheda tecnica. Il teleobiettivo da 50 megapixel con zoom 5x sarebbe invece potenziato.
Questa semplificazione del blocco fotografico segue una tendenza di fondo: invece di allineare i sensori, i costruttori preferiscono ora ottiche meno numerose ma di qualità superiore, completate dal ritaglio digitale e dall’elaborazione software.
C’è da preoccuparsi? Cosa cambia per voi

La reputazione dell’Exynos resta segnata da diverse generazioni deludenti, con divari di prestazioni e di riscaldamento rispetto agli Snapdragon equivalenti. La diffidenza europea è quindi comprensibile.
Vanno però aggiunte tre precisazioni.
- I test interni non sono test indipendenti. Nessun risultato pubblico permette oggi di confermare la superiorità annunciata dell’Exynos 2700. Aspettate le misurazioni dei laboratori specializzati prima di giudicare.
- Il nodo produttivo è cambiato. Le difficoltà passate di Samsung derivavano in larga parte dai suoi processi di fabbricazione. Il passaggio al 2 nanometri SF2P modifica i termini del problema.
- Nulla è ufficiale. Si tratta di informazioni riportate da fonti industriali anonime. Samsung non ha confermato nulla, e il lancio della serie Galaxy S27 non avverrà prima di diversi mesi.
Se cercate un Galaxy di fascia alta già oggi, senza attendere la generazione successiva né rischiare con un processore sconosciuto, il Galaxy S26 Ultra resta il valore sicuro del catalogo Samsung.
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In sintesi
Il Galaxy S27 Ultra sarebbe alla fine declinato in due versioni: Snapdragon negli Stati Uniti, Exynos 2700 in Corea e in Europa. Una prima volta dal Galaxy S22 Ultra del 2022, motivata da risultati interni incoraggianti e da un nuovo processo di incisione a 2 nanometri. L’informazione resta ufficiosa, e solo test indipendenti diranno se l’Exynos ha davvero recuperato il ritardo.
Il ritorno dell’Exynos sul Galaxy S27 Ultra vi rassicura o vi preoccupa? Diteci la vostra nei commenti.
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