Prezzi della RAM: perché il vostro prossimo PC costerà molto di più


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Un kit da 32 GB di DDR5 venduto a 90 dollari durante un recente Prime Day oggi è listato a 459 dollari. Non è un errore di battitura: è l’ordine di grandezza della crisi che attraversa il mercato delle memorie. I prezzi della RAM sono cresciuti del 400-600% a seconda dei modelli, gli SSD seguono la stessa strada e la società di analisi IDC prevede una contrazione storica del mercato PC. Ecco i numeri, le cause e cosa comporta concretamente se avete in programma un acquisto.

Rincari mai visti prima

I rilevamenti di Tom’s Hardware danno la misura del fenomeno. Il kit Crucial Pro 32 GB DDR5-6000, sceso a 90 dollari durante un’operazione promozionale, viene ora scambiato attorno ai 459 dollari. Sul mercato più ampio, il prezzo corrente si aggira sui 209 dollari per 16 GB di DDR5 e 379 dollari per 32 GB, con un minimo rilevato di 375 dollari per un kit da 32 GB.

La DDR4, considerata la generazione di ripiego economico, non è stata risparmiata. Kit da 32 GB reperibili comunemente tra 60 e 90 dollari costavano già tra 150 e 180 dollari pochi mesi dopo.

ram_prices_illus Prezzi della RAM: perché il vostro prossimo PC costerà molto di più

Lo storage segue la stessa traiettoria. SSD proposti a 38 dollari raggiungono oggi i 200 dollari. Una precisazione: il mercato SSD entra in una fase di transizione con l’esaurirsi delle scorte più vecchie. Gli operatori consigliano a chi necessita di grandi capacità di non attendere troppo finché quelle scorte restano disponibili.

La cronologia dell’impennata

Per collocare con precisione questi rilevamenti: il kit Crucial Pro da 32 GB era sceso a 90 dollari durante il Prime Day del 2025. I kit DDR4 da 32 GB si trovavano tra 60 e 90 dollari nell’ottobre 2025, poi tra 150 e 180 dollari già a gennaio 2026. L’accelerazione del mercato delle memorie è iniziata a metà ottobre 2025.

Perché i prezzi esplodono: l’IA assorbe la produzione

La causa è identificata ed è strutturale. I data center dedicati all’intelligenza artificiale assorbono una quota crescente della produzione mondiale di memorie, sostenuti da circa 650 miliardi di dollari di investimenti annunciati dai quattro grandi operatori cloud statunitensi.

Il meccanismo tecnico merita una spiegazione. I tre fornitori che dominano il mercato — Samsung, SK Hynix e Micron — stanno riorientando i wafer di silicio dalla DDR5 consumer verso la HBM, una memoria impilata ad altissima banda destinata agli acceleratori di IA e molto più redditizia. E 1 GB di HBM consuma circa tre-quattro volte la superficie di wafer di un gigabyte di DRAM standard. Ogni wafer spostato sulla HBM sottrae quindi al mercato consumer molta più capacità di quanto sembri.

Conseguenza diretta per i privati: Micron ha deciso di uscire dall’attività consumer Crucial per concentrare l’approvvigionamento su clienti strategici di maggiori dimensioni, operanti in segmenti a crescita più rapida. Un produttore in meno sugli scaffali.

Nella distribuzione, i rivenditori adeguano i listini al rialzo e praticano sempre più la vendita abbinata: kit DDR5 associato a un processore o a una scheda madre.

Il mercato PC incassa il colpo

Le previsioni di IDC illustrano l’entità del danno. In uno scenario moderato, il prezzo medio di vendita di un PC aumenterebbe del 4-6% nell’arco dell’anno; in uno scenario pessimistico l’aumento raggiunge il 6-8%.

Sui volumi la revisione è drastica. IDC prevede ora un calo dell’11,3% delle consegne mondiali di PC su base annua. La società aveva prima annunciato -2,4%, poi -8,9%, prima di arrivare a questa cifra. Gli scenari intermedi pubblicati nel frattempo indicavano una contrazione del 5-9%.

Un paradosso interessante: nonostante il calo delle unità vendute, IDC prevede una crescita dell’1,6% del valore del mercato, a 274 miliardi di dollari. Meno macchine vendute, ma nettamente più care.

Due dinamiche aggravano il quadro. La fine del supporto a Windows 10 spinge un ciclo di rinnovo e la promozione dei “PC IA” stimola la domanda. Entrambe le ondate arrivano proprio mentre l’offerta si contrae.

Alcuni assemblatori arrivano a commercializzare configurazioni preassemblate senza RAM, lasciando al cliente il compito di procurarsela.

Una tregua, ma non un’uscita dalla crisi

Un segnale un po’ meno cupo è emerso di recente: l’impennata inizia ad attenuarsi, poiché i consumatori hanno raggiunto un limite di accettabilità di prezzo. Framework, produttore di portatili modulari, ha osservato un plateau nel suo ultimo aggiornamento mensile, pur avvertendo che i prezzi di RAM e SSD continueranno a salire.

La domanda legata all’IA mantiene comunque la pressione su DRAM e NAND. E il direttore generale di Team Group ha lanciato un avvertimento netto: la crisi è appena iniziata e l’anno successivo potrebbe rivelarsi ancora peggiore.

Il fenomeno va oltre il PC. I prezzi della memoria server dovrebbero raddoppiare su base annua e anche la LPDDR5X usata negli smartphone è esposta. Nessun segmento è al riparo.

Cosa fare concretamente

Ecco le scelte che hanno senso in questo contesto.

  • Acquistate subito la quantità giusta. Aggiungere RAM in seguito era storicamente la strategia migliore. Oggi è rischiosa: nulla garantisce prezzi migliori tra sei mesi e un modulo identico può diventare irreperibile.
  • Ma non sovradimensionate. Per un uso da ufficio e multimediale, 16 GB restano confortevoli. Riservate i 32 GB e oltre al gaming impegnativo, al montaggio video, alla virtualizzazione o allo sviluppo.
  • Valutate seriamente i sistemi preassemblati. Dato il costo attuale di SSD e schede grafiche, offrono spesso un rapporto qualità-prezzo migliore di un assemblaggio fai da te, cosa che prima non accadeva.
  • Verificate soprattutto la capacità di storage. Un SSD sottodimensionato si sostituisce male e a caro prezzo. Meglio puntare a 1 TB o 2 TB già all’acquisto se il budget lo consente.
  • Monitorate le offerte, senza però attendere all’infinito. Il consenso degli analisti non prevede un ritorno ai vecchi listini in tempi brevi.

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Cosa ricordare

I prezzi della RAM hanno raggiunto livelli senza precedenti, spinti da una domanda di intelligenza artificiale che assorbe la produzione degli unici tre fornitori mondiali di DRAM. Gli SSD seguono, il mercato PC dovrebbe arretrare di oltre l’11% a volume pur crescendo a valore, e gli analisti non escludono un ulteriore peggioramento. In questo contesto, meglio acquistare subito la configurazione di cui avete davvero bisogno anziché scommettere su un calo ipotetico.

Avete rinviato l’acquisto di un PC a causa di questi prezzi? Raccontatecelo nei commenti.

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