Android 17 QPR2 Beta 3 è disponibile dal 14 agosto 2026 per gli smartphone Pixel, e questa beta è molto più ricca del previsto. Google introduce finalmente un blocco applicazioni nativo chiamato App Lock, un inedito pannello dedicato alla sicurezza della connessione mobile, protezioni contro la frode dell’inoltro di chiamata e una buona dose di nuove opzioni di personalizzazione. Ecco che cosa cambia concretamente.
App Lock: bloccare un’app con l’impronta, finalmente in modo nativo
È la novità di punta. Fino a oggi, bloccare singolarmente un’applicazione su un Pixel richiedeva un’interfaccia proprietaria del produttore — cosa che Google non offre — oppure un’app di terze parti più o meno affidabile. App Lock colma questa lacuna.
Il funzionamento è immediato: si tiene premuta l’icona di un’applicazione e si seleziona “App lock” nel menu delle scorciatoie. Da quel momento, l’apertura dell’app richiede una verifica tramite impronta digitale o PIN.
Il punto rilevante è ciò che il sistema protegge oltre all’apertura:
- le notifiche delle app bloccate restano nascoste nella schermata di blocco;
- i widget e le scorciatoie collegate a queste app vengono anch’essi nascosti;
- soprattutto, un aggressore che abbia già superato la schermata di blocco non può aprire un’app protetta senza superare separatamente la richiesta biometrica o il PIN.
Quest’ultimo punto merita attenzione. La maggior parte delle soluzioni di terze parti si limita a sovrapporre un livello grafico all’applicazione, aggirabile con varie manipolazioni. Qui la protezione è integrata nel sistema, il che cambia la natura della garanzia. In pratica, passare il telefono sbloccato a qualcuno per mostrare una foto diventa molto meno rischioso.

Sicurezza della rete mobile: un pannello per la SIM
Il secondo grande cantiere di Android 17 QPR2 Beta 3 riguarda la sicurezza della connessione cellulare, un ambito a lungo opaco per l’utente.
Google introduce una cronologia di sicurezza SIM (“SIM security timeline”), che conserva e mostra lo storico delle minacce rilevate dal modem del telefono. Si aggiunge una schermata informativa dedicata che dettaglia gli algoritmi di cifratura effettivamente utilizzati dalla connessione in corso su una determinata SIM.
Una spiegazione aiuta a capirne l’utilità: un intercettatore di IMSI — spesso chiamato “stingray” — è un dispositivo che si spaccia per una cella legittima allo scopo di captare le comunicazioni nelle vicinanze. Una delle sue tecniche consiste nel costringere i telefoni a passare a un protocollo più vecchio e cifrato in modo più debole. Finora l’utente non aveva alcun modo di accorgersene. Con questa schermata, il declassamento diventa visibile.
L’analisi del codice della beta rivela inoltre che Google sta preparando notifiche granulari, capaci di avvisare l’utente per tipi specifici di attacco cellulare invece di un avviso generico.
Inoltro di chiamata: Google chiude una porta d’ingresso classica delle truffe
Android 17 QPR2 Beta 3 irrigidisce anche le regole sull’inoltro di chiamata programmatico. Nuove restrizioni impediscono a un’app di configurare un inoltro senza un intervento esplicito dell’utente, e ora compare una finestra di conferma quando un codice USSD viene digitato manualmente.
Il bersaglio è una truffa ben nota: un falso consulente bancario o un falso tecnico vi chiede al telefono di comporre una sequenza che inizia con un asterisco o un cancelletto, presentata come un “test della linea”. Quella sequenza attiva in realtà l’inoltro delle vostre chiamate — e quindi dei codici di verifica telefonici — verso il numero del truffatore. La conferma esplicita spezza la catena.
Personalizzazione: impostazioni rapide, temi e schermata di blocco
Sul fronte dell’interfaccia, l’aggiornamento è più generoso di quanto ci si aspetti da una beta di fine ciclo.
- Editor delle impostazioni rapide: è possibile riorganizzare i riquadri con sei layout a scelta, regolando la densità del pannello secondo le proprie abitudini.
- Temi ampliati: un cursore della tonalità e quattro stili di colore arricchiscono il sistema Material You, che genera la palette dell’interfaccia partendo dallo sfondo.
- Sfocatura della schermata di blocco: un effetto sfocato applicato allo sfondo, in linea con il lavoro di Google sulle sfocature di sistema.
- Multitasking sui pieghevoli: sulle finestre compare una maniglia che permette, trascinandola, di passare un’app dallo schermo intero alla vista divisa — e viceversa.
Quest’ultima novità è particolarmente gradita sui grandi schermi, dove il passaggio alla vista divisa è rimasto finora poco intuitivo.

Quali dispositivi sono coinvolti?
Le immagini di sistema e gli aggiornamenti via etere sono proposti per una gamma ampia: Pixel 6a, serie Pixel 7, serie Pixel 8, serie Pixel 9, serie Pixel 10, Pixel Fold e Pixel Tablet.
Due correzioni rilevanti accompagnano la beta: la corruzione visiva seguita da un riavvio inatteso che si verificava aprendo il pannello delle notifiche e le impostazioni rapide, e i falsi avvisi di degrado della batteria mostrati erroneamente dallo strumento Device Health and Support.
Un promemoria d’obbligo: si tratta di una versione beta. Resta riservata agli utenti iscritti al programma Android Beta che accettano la possibilità di bug. Sul telefono principale, conviene attendere la versione stabile.
Che cosa cambia per voi
La lettura d’insieme di Android 17 QPR2 Beta 3 è chiara: Google concentra gran parte dello sforzo sulla sicurezza pratica, quella che protegge da scenari reali — un telefono consultato da una persona vicina, una truffa telefonica, una cella malevola. App Lock e le protezioni sull’inoltro di chiamata rispondono a situazioni concrete, non a minacce teoriche.
Queste funzioni dovrebbero raggiungere la versione stabile nei prossimi mesi. Se state valutando un nuovo dispositivo, tenete presente che la gamma Pixel è la prima a ricevere queste novità, con diversi anni di aggiornamenti garantiti.
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Installerete Android 17 QPR2 Beta 3 sul vostro Pixel o preferite attendere la versione stabile? Scrivetelo nei commenti e condividete la funzione che aspettavate di più.
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