Sabato 25 luglio 2026, ChatGPT è stato colpito da un blackout mondiale che ha lasciato gli utenti senza accesso per diverse ore. L’interruzione ha riguardato non solo il chatbot, ma anche l’API di OpenAI e Codex, lo strumento di programmazione assistita dall’IA. OpenAI ha riconosciuto il problema, distribuito una correzione e poi confermato il ritorno alla normalità. Ripercorriamo un incidente che ricorda quanto questi servizi siano diventati critici.
Cosa è successo
Il blackout è iniziato intorno alle 5 del mattino (ora della costa orientale USA) / 10 GMT. I sintomi erano chiari: impossibilità di accedere, cronologia delle conversazioni introvabile e richieste bloccate o con messaggi di errore, sia sul sito web sia sull’app mobile. Sul servizio di monitoraggio Downdetector, oltre 3.000 utenti hanno segnalato il problema in piena mattinata. La pagina di stato ufficiale di OpenAI ha riconosciuto un elevato tasso di errori prima che venisse distribuita una correzione e che l’azienda annunciasse il ripristino di tutti i sistemi.

Un incidente che colpisce anche gli sviluppatori
Oltre agli utenti comuni, il blackout ha colpito l’API e Codex, con conseguenze concrete: le app di terze parti che si affidano ai modelli di OpenAI possono essere andate in tilt nello stesso momento, e gli sviluppatori si sono ritrovati bloccati. È il rovescio della forte dipendenza da un unico fornitore di IA: quando il mattone centrale cade, un intero ecosistema di strumenti vacilla a catena.
OpenAI non ha dettagliato la causa
Al momento del ripristino, OpenAI non aveva comunicato dettagli sull’origine del blackout, limitandosi a confermare che i suoi sistemi erano di nuovo stabili e «pienamente operativi». Questo tipo di interruzione — già avvenuto più volte in passato — raramente viene spiegato pubblicamente nell’immediato, poiché l’azienda dà priorità al ripristino del servizio prima dell’analisi post-incidente.
Come verificare se ChatGPT è davvero in tilt
In caso di dubbio, prima di concludere che il problema sia del vostro dispositivo, alcuni riflessi semplici:
- Consultate la pagina di stato ufficiale di OpenAI (status.openai.com), che mostra in tempo reale lo stato di ChatGPT, dell’API e di Codex.
- Controllate un aggregatore come Downdetector: un picco di segnalazioni conferma un’interruzione diffusa.
- Testate la vostra connessione su un altro sito o servizio: se il resto funziona, il problema è davvero dalla parte di OpenAI.
- Evitate di disconnettervi e riconnettervi di continuo o di cambiare password durante un’interruzione del server: non cambierà nulla e può aggiungere confusione.
Cosa cambia per voi
Questo blackout ricorda una realtà: più un servizio di IA entra nelle nostre abitudini quotidiane — scrittura, codice, ricerca, supporto — più ogni interruzione pesa. Per limitare l’impatto, è prudente non dipendere da un solo strumento per le attività critiche, salvare regolarmente conversazioni o prompt importanti e tenere a portata di mano un’alternativa (un altro assistente, un metodo manuale) per i momenti in cui il servizio non è disponibile.
La buona notizia: l’incidente è stato risolto in poche ore e i sistemi sono tornati alla normalità. Resta il fatto che queste interruzioni — ormai ricorrenti tra i grandi attori dell’IA — pongono la questione della resilienza di servizi diventati, per molti, veri e propri strumenti di lavoro.

Siete stati bloccati da questo blackout di ChatGPT? Ditecelo nei commenti e seguite Wanda-techs per non perdere nessuna novità sull’IA.
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